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mercoledì 8 settembre 2010
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A Città della Scienza una tre giorni sulla Comunicazione scientifica

di Cristian Fuschetto - 11/12/2009

L'VIII Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza si è svolto a Napoli, a Città della Scienza, dal 3 al 5 dicembre. Un'occasione per riflettere su come innovare le modalità e gli strumenti di trasmissione della conoscenza scientifica, in un panorama in cui spesso i messaggi e i contenuti della scienza stessa sono falsati dalle distorsioni mediatiche.

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Giunto alla sua ottava edizione, il più importante evento della comunicazione scientifica italiana è finalmente approdato a Napoli, in uno dei luoghi che senza alcun dubbio portano altissimo il nome della città ben oltre i confini del Belpaese. Nuovo partner della comunità italiana dei comunicatori scientifici è stato infatti quest’anno la Fondazione Idis – Città della Scienza, dove dal 3 al 5 dicembre giornalisti, ricercatori, scrittori, scienziati, museologi e tanti, tantissimi giovani animati dalla passione per la scienza e dalla convinzione di parteciparne l’utilità, l’importanza e la bellezza ai “non addetti ai lavori”, hanno discusso su come innovare le modalità e gli strumenti di trasmissione della conoscenza scientifica. 

Si è partito subito con un tema caldissimo: “La pandemia e i media”. Storditi da un continuo stato di allerta, da settimane non facciamo altro che chiederci se l’influenza causata dal virus H1-N1 sia davvero un fatto così straordinario oppure sia solo un fatto “mediatico”. Esperti e, a volte, presunti tali (in una nota trasmissione domenicale hanno pensato bene di chiamare in qualità di autorevole rappresentante della divulgazione scientifica un conduttore di improbabili trasmissioni sul paranormale nonché autore di libri sull’imminente apocalisse del 2012!) ci spiegano sia l’una che l’altra cosa e, ovviamente, a diventare pandemica è innanzitutto la confusione. A mettere un po’ d’ordine nell’incertezza generale sono stati Giuseppe Remuzzi, dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, luminare della nefrologia e dell’immunologia mondiale, che ha parlato dell’aspetto medico-scientifico dell’influenza A, e la giornalista scientifica de L’Unità Cristiana Pulcinelli, che invece si è concentrata sugli aspetti squisitamente mediatici del fenomeno, sottolineando come a differenza di altri, in questo caso l’allarmismo e il sensazionalismo provocato dalla paventata pandemia non sia tanto dovuto ai giornali e ai mezzi di comunicazione in genere, quanto alla confusione ingenerata dagli stessi enti istituzionali chiamati a gestire una corretta comunicazione su queste vicende.

Al termine della tavola rotonda è stato presentato il libro Ambiente e salute: una relazione a rischio (Edizioni Scientifiche Editore), di Fabrizio Bianchi, Liliana Cori e Fiorella Battaglia, che ha fatto da apripista a un confronto sull’opportunità di affrontare con un approccio multidisciplinare e nient’affatto per specialisti questioni particolarmente care a chi ha ancora nitido il ricordo dell’”emergenza rifiuti” a Napoli, vale a dire il rapporto tra ambiente, inquinamento e salute dei cittadini in contesti di rischio. Chi, infatti, può comprendere l’importanza di una comunicazione corretta ed efficace dei rischi in gioco di più di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle il bombardamento mediatico di un”emergenza” permanente? 

Al centro delle altre giornate ci sono invece stati numerosi papers e comunicazioni su esperienze e progetti dedicati all’arte della museologia, dal science a emissione zero al museo tecnologico e intelligente che “comunica da solo”, e continui confronti sulle ultime novità provenienti dal mondo della narrazione scientifica. A condividere la promozione dell’iniziativa con Città della Scienza è stata la Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste. Nico Pitrelli, condirettore del master in Comunicazione della Scienza della Sissa, ha voluto sottolineare come «questa manifestazione abbia negli anni ha acquisito la forza e l'importanza per legittimarsi come l'evento più importante in questo settore al livello nazionale. Aver organizzato l’ottava edizione a Napoli è un segno chiaro in questa direzione; non solo per il ruolo e il prestigio culturale che Città della Scienza riveste nel panorama italiano ed europeo, ma anche perché è un esempio chiaro che si può fare sistema nel nostro Paese tra organizzazioni ed enti di ricerca e formazione che si occupano in modo professionale di comunicazione della scienza». Luigi Amodio, direttore della Fondazione IDIS – Città della Scienza, ha osservato a sua volta che «collaborando all’organizzazione del convegno, Napoli si conferma tra le capitali della cultura scientifica italiana. Si tratta, ora, di fare sì che questo insieme di istituzioni, dai musei universitari all'Acquario e agli osservatori, divenga un vero e proprio sistema organico, capace di rappresentare un modello e un esempio per tutto il Paese. In questo senso, la presenza a Napoli di tanti esperti di comunicazione scientifica è un’ennesima dimostrazione delle potenzialità, oltre che delle realtà consolidate, della nostra città».

Uno spazio di sicuro interesse anche per i meno appassionati alla comunicazione della scienza è stata di certo l’anteprima de “Il processo alla Sora Cesarina”, spettacolo realizzato dalla compagnia Le Nuvole e basato sul testo vincitore dell’edizione 2008 del concorso di drammaturgia scientifica CO_scienze. La 'Sora Cesarina', moglie del portiere del Regio Istituto di Fisica, che ci fa assistere attraverso i suoi occhi alla nascita della fisica nucleare ai tempi di Enrico Fermi e dei ragazzi di Via Panisperna.

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