Studiare, conoscere e fronteggiare sempre più tipologie di rischio territoriale, da quello vulcanico, a quello sismico, a quello legato al mare e al meteo. L’obiettivo del Centro Studi Plinius che, nato nel 1985, opera all’interno del Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale dell’Università di Napoli “Federico II”, è più vicino con l’ingresso in ‘squadra’ di altri sei scienziati. La giornata di benvenuto organizzata ad aprile dal Centro Plinius nella sua sede, ospitata dalla Facoltà di Architettura dell’ateneo federiciano, ha mirato a suggellare una collaborazione che durava già da alcuni anni con esperti, provenienti dalla Facoltà di Ingegneria, specializzati in settori come l’idraulica marina, i trasporti, le inondazioni, le alluvioni, le frane, l’inquinamento delle acque. “Il Centro – spiega Giulio Zuccaro, ordinario di Scienze delle Costruzioni e direttore del comitato-tecnico scientifico di Plinius - era già fortemente connotato in senso sismico e vulcanologico. Adesso, con questi nuovi colleghi, si apre all’ambito dell'idrogeologia, del rischio meteo-marino, alluvionale e da inquinamento”. La qualità scientifica espressa dal Centro ha fatto sì che, nel 2006, fosse dichiarato Centro di Competenza nazionale per la Protezione Civile, e oggi si propone come punto di riferimento per le autorità per una gestione del rischio territoriale sempre più a 360 gradi. Unendo varie competenze scientifiche per gestire rischi di tipo diverso, il Centro mira a rappresentare anche un moderno, ed efficace, esempio di struttura interdisciplinare, una “fucina di competenze diverse che si incontrano, anche in una previsione di un possibile futuro Politecnico a Napoli, o quantomeno utile in vista della formazione di quelle 'Scuole' che, secondo la Legge Gelmini, sono destinate a sostituire le Facoltà” conclude Zuccaro.